Da pareccio tempo desideravamo visitare Matera proprio per la celebrità dei due quartieri, chiamati congiuntamente "Sassi" che da sempre ci avevano incuriosito.
Finalmente ne abbiamo l'occasione e iniziamo la visita dal belvedere di Piazza Pascoli. La vista è mozzafiato, bellissima. Ci rendiamo conto però che per l'economia della nostra gita e per le nostre forze dobbiamo scegliere quali dei due Sassi visitare e decidiamo di partire dal Sasso Caveoso che sta sotto di noi per poi risalire alla rupe della Civita, che divide i due quartieri e ospita la Cattedrale. Del Sasso Barisano ci dovremo accontentare solo della vista dall'alto.
Ci inoltriamo nei vicoli, seguendo più o meno le indicazioni turistiche e iniziamo a capire come questo quartiere sia divenuto patrimonio dell'UNESCO. E' un su e giù tra scalette, cortiletti fioriti, stretti vicoli che all'improvviso si aprono sulla profonda valle sottostante dove scorre il fiume Gravina.
Si capisce anche l'origine del nome "caveoso" dagli squarci di panorama: il quartiere occupa una "cavea" scoscesa dovre l'ocra delle abitazioni, l'una sull'altra, si fonde al verde della vegetazione che contorna il torrente Gravina.
Dall'altra parte della valle si estende l'Altopiano della Murgia Materana e notiamo parecchie persone che passeggiano o meglio "scalano" le pendici della valle. Sarebbe bello aver forze e tempo per visitare le chiese ripestri.
Salendo lungo lungo l'omonimo rione reggiungiamo la Casa Grotta del Casalnuovo che visitiamo. E' incredibile: "La Casa Grotta del Casalnuovo è costituita da cinque ambienti scavati nella roccia disposti su tre livelli, con annesse stalla, cantina, cisterne e neviera. Solo la parte esterna della corte che affaccia sulla strada è costruita in conci di tufo." (dal link qui sopra).
Già arrivando avevamo notato le molte "case grotta" del quartiere ma potendone visitare una, allestita con arredi e oggetti di chi l'ha abitata sino al 1958, ci rendiamo conto di quanto potesse esser dura la vita qui. E' come se dalla preistoria poco fosse mutato. Arredi e attrezzi sono un po' quelli che anche noi ricordiamo nelle case di campagna dei nonni ma è l'ambiente "grotta" che stupisce e rattrista allo stesso tempo.
Gironzoliamo ancora parecchio tra i vicoli cercando di seguire le indicazioni turistiche e spesso devo ricorrere alla mappa satellitare per orientarmi. Raggiunmgiamo la Chiesa di San Pietro Caveoso, semplice e austera allo stesso tempo. E' stata più volte ristrutturata ma all'origine era anche lei scavata nella roccia.
Risaliamo, molto lentamente, soffermandoci spesso per osservare i panorami e la grande varietà di soluzioni abitative e urbane dove nulla è piano o geometrico. Qui manca la mano dell'architetto, non è l'idea che modella le cose ma è la sensibilità dello scavatore e del muratore che sanno trovare dove è più opportuno aprire un vano nella roccia o trovare un appiglio per un muro o un passaggio per una via.
Tra un scaletta e un ripido vicolo raggiungiamo infine la sommità della rupe e la Cattedrale. Da qui riusciamo a vedere dall'alto anche l'altro quartiere, il Sasso Basiano, ma ormai è ora di rientrare. Da un panettiere abbiamo acquistato una focaccia materana con pomodorini, olive e origano buonissima che abbiamo poi consumato in camper sulla strada del ritorno.
Palazzina in Vico S.Leonardo
La gravina
Chiesa di San Pietro Caveoso
Grotta Casalnuovo
Panorama Sasso Barisano
Cattedrale